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Problemi di identificazione di specie simili |
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I Calamosternus italiani presentano una morfologia piuttosto uniforme: piccoli Aphodiini di colore nero o bruno, forma allungata e tegumenti lucidi. La distinzione delle tre specie italiane può essere difficile negli esemplari provenienti dall’Italia meridionale, stante la presenza nell’area di tutte e tre le specie. Calamosternus mayeri presenta metatibie accorciate e fortemente dilatate all’apice. Se invece le tibie posteriori sono allungate e normalmente dilatate all’apice occorre osservare lo scutello: Calamosternus algiricus presenta uno scutello distintamente depresso nei due terzi basali e fortemente microreticolato, quindi opaco (la specie è inoltre caratterizzata da fenologia tardo-autunnale e invernale, mentre C. mayeri ha fenologia prevalentemente primaverile e C. granarius è presente tutto l’anno). Se invece lo scutello è piano e molto superficialmente microreticolato, quindi lucido, allora si tratta di C. granarius. Un altro carattere utile risiede nella punteggiatura del pronoto, densa e piuttosto regolarmente distribuita, soprattutto sul disco, in C. algiricus, sparsa e irregolarmente distribuita in C. granarius. Approfondimenti: DELLACASA, G. & DELLACASA, M: 2007. Coleoptera Aphodiidae Aphodiinae. Fauna d'Italia. Calderini. Bologna 41: 1-484. MARIANI, G. & PITTINO, R. 1983. Gli Aphodius italiani del sottogenere Calamosternus e considerazioni sulle specei mediterranee del gruppo granarius (Coleoptera, Aphodiidae). Atti Soc. Ital. di Scienze Naturali Milano 124 (3-4): 145-161 PIEROTTI, H. 1979. Una specie misconosciuta: l'Aphodius (Calamosternus) mayeri Pilleri (Coleoptera Aphodiidae). Lav. Soc. ven. Sci. Nat. Venezia 4 (1): 37-40 PILLERI, G. 1953. Monographie der Untergattung Calamosternus Motschulsky (Scarabaeidae - Aphodiinae). Eos Madrid 29 : 101-119 |
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Da Mariani & Pittino, 1983 (modificato)