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Il 26 aprile si è ufficialmente aperta la stagione delle “Escursioni entomologiche della SEI 2026” con l’uscita sull’Isola di Pianosa. L’escursione ha coronato, quale evento conclusivo, la “Spring School in Entomology 2026 – Tassonomia e Tecniche di Campo nell’Arcipelago Toscano”.

Poiché i due eventi si sono svolti senza soluzione di continuità, la mia breve relazione inizierà dall’arrivo dei partecipanti alla “School in Entomology”, sull’Isola d’Elba, per concludersi sull’Isola di Pianosa.

Innanzi tutto, però, desidero ringraziare quattro persone, o meglio, quattro amici che con profonda passione, grandissima professionalità e sconfinata cortesia hanno reso indimenticabile la nostra esperienza sull’isola: Leonardo Forbicioni, la moglie Monica e i figli Sara e Riccardo!
Il loro lavoro ha consentito un perfetto connubio tra le istituzioni e le associazioni che si sono occupate della co-organizzazione degli eventi. Oltre alla SEI, infatti, hanno preso parte alla realizzazione delle attività NatLab – Il Museo Naturalistico dell’Arcipelago Toscano, il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, WBA – World Biodiversity Association Onlus, Successione Ecologica, ARDE – Associazione Romana di Entomologia e NGET – Nuovo Gruppo Entomologico Toscano.

Ma andiamo al resoconto. Durante la mattina del 23 aprile, sedici ragazze e ragazzi tutti studenti triennali, magistrali e dottorandi nel campo delle scienze biologiche e naturali — tre collaboratori scientifici e sette entomologi “esperti” sono giunti sulle alture di Portoferraio, al Forte Inglese, sede di NatLab e luogo ove si è svolta buona parte delle attività formative.
Già dal primo pomeriggio e nei due giorni successivi la “School” ha alternato attività eseguite sul campo a sessioni di lavoro svolte in laboratorio. I ragazzi, spalla a spalla con gli entomologi “esperti”, hanno potuto apprendere e praticare personalmente tecniche di campionamento attive (ricerca diretta sul campo, utilizzo del retino da sfalcio e dell’ombrello entomologico, vagliatura del terreno) e passive (posizionamento e utilizzo di trappole con feromoni e di trappole con luce UV) nonché hanno potuto trascorrere diverse ore in laboratori attrezzati di tutto punto per conoscere e mettere in pratica i metodi più idonei di preparazione e di determinazione a seconda degli ordini di insetti presi in esame (metodi di spillatura, di preparazione su cartellino, estrazioni dei genitali, identificazione tramite l’utilizzo di chiavi dicotomiche, ecc.).

Per quanto riguarda le attività sul campo, evento clou è stata l’escursione sul Monte Calamita che ha visto il gruppo impegnato per gran parte della seconda giornata a inseguire, osservare, fotografare e raccogliere ogni esemplare che mostrava tre paia di zampe e un paio di antenne anche se, a onor del vero, diversi miriapodi, chilopodi e aracnidi hanno attirato l’attenzione di molti. 

L’attività sul campo non si è arrestata neppure la notte. Infatti, oltre alla serata dedicata alla caccia al lume utilizzando le trappole UV debitamente posizionate, alcuni gruppetti di “irriducibili” hanno fatto le “ore piccole” muniti di retino, ombrello entomologico, innumerevoli provette e frontalini luminosi. Giunto a questo punto, non posso esimermi dal narrare una scena che mai potrò dimenticare: immaginatevi otto ragazzi e il sottoscritto, sotto la fioca luce di una pallida mezzaluna, praticamente avvinghiati attorno a un leccio dentro il cui tronco è stato scorto un esemplare di Cerambyx welensii. C’era chi, con un paio di lunghe pinzette, tentava di afferrare l’esemplare per le antenne, chi, nel frattempo, cercava di spingere l’insetto dal basso verso l’alto, attraverso una fessura del tronco, utilizzando il tubo del proprio aspiratore … mentre frasi assai “variopinte” e appellativi poco lusinghieri nei confronti del mal capitato venivano pronunciati non proprio sottovoce, qualcuno irrorava il teatro di caccia con vapori di etere! Insomma, per farla breve, dopo oltre venti minuti di “tira di qua” e “spingi di là” il bel maschio di Cerambyx passava di mano in mano per essere ammirato e fotografato.

Ma torniamo seri. Sempre nell’ambito della “School” si sono svolte un paio di sessioni in cui alcuni entomologi “esperti” hanno presentato brevi interessantissimi seminari su temi diversi legati all’entomologia, alla biogeografia e non solo: “Il valore sociale delle collezioni entomologiche (tra pubblico e privato)” (Vincenzo Vomero), “Coleoptera Curculionoidea” (Carlo Giusto), “Cenni di biogeografia dell’Arcipelago Toscano e peculiarità della fauna insulare” (Marco Alberto Bologna), “Hymenoptera Apoidea” (Maurizio Mei), “Biologia ed ecologia della Malacosoma castrensis veneta, un ecotipo misconosciuto” (Giovanni Timossi). La rassegna dei seminari si è conclusa con una coinvolgente relazione su “Diptera Syrphidae” tenuta da uno dei giovani collaboratori scientifici della “School”, Gioele Tosselli. Ci tengo particolarmente a sottolineare l’importanza di quest’ultima relazione perché, oltre ad essere stata presentata in modo brillante, è stata esposta da un ragazzo la cui passione per l’entomologia è arrivata al cuore dei presenti coinvolgendoli in una discussione finale molto partecipata. Complimenti!

Altrettanto fondamentali per la formazione dei partecipanti sono state le attività svolte in laboratorio. I ragazzi, suddivisi in piccoli gruppi affiancati da un entomologo “esperto”, hanno potuto apprendere e mettere in pratica le diverse tecniche di preparazione degli esemplari raccolti sul campo. In breve tempo gli stenditoi per lepidotteri hanno iniziato a popolarsi di esemplari; sulle basi in plastazote, trapassate da centinaia di spilli posizionati con maestria per bloccare in posizione adeguata zampe e antenne, facevano bella mostra imenotteri, ditteri, coleotteri e ortotteri; gli insetti di piccole dimensioni, invece, come di consueto, sono stati incollati sugli appositi cartellini. Oltre alla preparazione, i ragazzi si sono cimentati anche nella dissezione di alcuni esemplari e nell’estrazione dei genitali, sia maschili che femminili. Non è mancato chi, dimostrando grandissima abilità, è riuscito a sezionare i genitali di alcuni Apionidae, coleotteri la cui dimensione media è inferiore a 3 mm!

Ma la “Spring School in Entomology” non è stata solo ciò che ho descritto brevemente e sommariamente in poche frasi. Le attività pratiche non avrebbero avuto un tal successo se non vi fosse stata quella coesione tra i partecipanti che, fin dai primi momenti, ha reso tutto realizzabile. Come se si fossero conosciuti da sempre, anzi, come se ci fossimo conosciuti da sempre tutti noi abbiamo “azzerato le differenze” mettendo in comune esperienze, curiosità, studi, passione, gioia, rigore scientifico, … non vi è mai stata distinzione tra studenti ed entomologi “esperti”, ma abbiamo creato un solo gruppo coeso costituito da persone tutte accomunate da un’unica incommensurabile passione per l’Entomologia.

Tutto ciò ha reso anche indimenticabile l’escursione sull’Isola di Pianosa, isola magnifica dal punto di vista naturalistico, ricca di fascino e in parte avvolta da “un’aura di mistero” vista la sua non facile accessibilità. Il viaggio di andata in traghetto è stato caratterizzato da due eventi: 1) nonostante il nostro aspetto da “affermati entomologi professionisti”, siamo stati traditi dai retini entomologici tanto da essere stati scambiati per un gruppo di “pescatori” (lascio a voi immaginare la nostra profonda delusione); 2) a poche miglia dalla costa, molti dei partecipanti hanno iniziato a sfoggiare un look a dir poco “singolare” caratterizzato dal fondo dei pantaloni lunghi infilato dentro ai calzettoni e questi ultimi ricoperti da uno spesso strato di scotch biadesivo il cui scopo sarebbe stato quello di bloccare famigerati assalti di zecche! Sempre a onor del vero va detto che i famigerati assalti di zecche si sono verificati e che il biadesivo si è rivelato assai efficace nel bloccare il “nemico aracnèo”.
L’escursione si è svolta lungo magnifici sentieri che hanno in parte lambito la costa coperta da una rigogliosa macchia mediterranea e in parte attraversato terreni un tempo coltivati. Come in ogni escursione organizzata dalla SEI, anche in questa uscita, ad ogni passo, vi è stata l’occasione per fotografare un insetto, ammirare il panorama e la vegetazione, raccogliere esemplari, scambiarsi idee, provare a pianificare ricerche e viaggi futuri, … e così, passo dopo passo, insetto dopo insetto, la giornata è giunta al termine nei pressi di Cala Giovanna ove alcuni hanno concluso l’escursione con un bel tuffo in mare.

Personalmente, posso affermare che “Spring School” ed Escursione a Pianosa sono state un’unica esperienza totalizzante che mi ha arricchito moltissimo. Tutto ciò che ho appreso in quasi cinquant’anni di entomologia e che ho provato a trasmettere ai partecipanti è nulla se paragonato a quanto ho ricevuto dai ragazzi, dai collaboratori scientifici e dagli altri entomologi “esperti”. Per tal motivo desidero ancora una volta ringraziarli ricordando qui di seguito i loro nomi, uno ad uno: Giulia Anselmi, Antonio Belcari, Claudio Bellantuoni, Andrea Beltramini, Marco Bergamin, Laura Besana, Francesca Boero, Marco Alberto Bologna, Ilaria Casagranda, Giulia Colazzo, Monica Collu, Larissa De Paola, Luca Dessì, Francesco Donati, Alexander Ferrara, Leonardo Forbicioni e i figli Sara e Riccardo, Maria Lionello, Carla Marangoni, Maurizio Mei, Samantha Mercanti, Stefano Merlo, Daniel Naghiero, Giacomo Prato, Santiago Timotei Rodriguez, Matilde Stelli, Giovanni Timossi, Nicola Tormen, Gioele Tosselli e Vincenzo Vomero.

Grazie ancora per l’esperienza indimenticabile … da ripetere sicuramente!

E il prossimo 10 maggio si cambia isola… vi aspetto in Sardegna!
A presto.

Carlo Giusto