Domenica 31 agosto, al cospetto di una delle più belle montagne dell’Appennino centrale — il Monte Velino — lungo l’altopiano dei Piani di Pezza, in collaborazione con il Dipartimento di Medicina clinica, Salute pubblica e Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Università degli Studi dell’Aquila, si è svolta la quinta delle sei escursioni organizzate dalla nostra Società nel 2025.
Una ventina di partecipanti, sotto la guida di entomologi esperti quali il nostro Presidente, Marco Alberto Bologna, e Maurizio Biondi, hanno avuto l’opportunità di osservare nel loro ambiente naturale una grande varietà di artropodi. Tra gli insetti, coleotteri, lepidotteri, ortotteri e imenotteri hanno fatto, come sempre, la “parte del leone”, ma anche cicadellidi, mantoidei e blattoidei hanno attirato l’attenzione di molti. Infine, pure aracnidi e isopodi sono stati oggetto di ammirazione.
Il pranzo, poi, è stato un momento di grande formazione scientifica: diversi di noi hanno messo a fattor comune le proprie esperienze personali discutendo su diversi temi, tutti interconnessi, quali il rischio di riduzione di biodiversità negli ambienti di alta quota, il cambiamento climatico in corso, la diversa gestione dei pascoli di quota operata dall’uomo nel corso dei decenni, la dinamica delle popolazioni animali e vegetali, presenza/assenza di specie negli stessi luoghi a distanza di anni…
Tra i molti insetti osservati, merita di essere menzionato Phrissotrichum osellai (Sacco & Colonnelli, 1985) non tanto per le sue elitre blu e il corpo rivestito di brevi setole bianche, irte o per il suo bel rostro quasi rettilineo e lucido — il tutto in appena 2 mm di lunghezza —, ma soprattutto per il fatto che questa specie di Apionidae è stata dedicata a Giuseppe Osella, “Beppe”, per gli amici. Beppe è stato promotore e punto di riferimento per svariati studi sull’entomofauna dell’Appennino (e non solo); assieme a entomologi del calibro di Augusto Vigna Taglianti, Valerio Sbordoni e Gianni Gobbi, è stato per tutti noi un “maestro”. Questi indimenticabili amici hanno lasciato “tracce indelebili” nel nostro DNA di entomologi e il loro ricordo, più volte emerso durante la nostra escursione, ha rafforzato in noi ancor di più (semmai ce ne fosse stato bisogno) i valori dell’associazionismo e dell’importanza di incontrarsi, anche “sul campo”!
La giornata è stata davvero ricca di stimoli, svolta in un clima di festa e di divertimento che, come tutte le escursioni effettuate in passato, ha lasciato in noi partecipanti molti bei ricordi e una gran voglia di incontrarci nuovamente percorrendo altri sentieri.
Alla prossima escursione!
Carlo Giusto