Domenica 12 luglio 2026 si è svolta con pieno successo l’ultima delle Escursioni Entomologiche della SEI 2026 nell’area centrale delle Orobie, ed in particolare sul Pizzo Arera, organizzata in collaborazione con il Museo di Scienze Naturali di Bergamo, la Società Italiana di Scienze Naturali e con il patrocinio del Parco delle Orobie bergamasche all’interno del quale è collocata l’area.
L’adesione è stata “importante”, oltre 30 partecipanti provenienti da diverse regioni dell’Italia settentrionale compresi giovani appassionati, entomologi di “lungo corso” ed il personale del Museo di scienze naturali di Bergamo e di Brescia.
Al ritrovo, a quota 1600 metri, nei presso del parcheggio, sono state illustrate le caratteristiche ambientali dell’area, da tempo meta di indagini entomologiche e floristiche che hanno messo in evidenza una straordinaria varietà di forme endemiche. Tra i soli artropodi (ragni, opilionidi e insetti) una trentina di specie hanno, quale località tipica, il Pizzo Arera. Alcune di esse portano proprio il nome di questo toponimo: Abax arerae, Trechus montis-arerae, Leptusa, areraensis, Sythris arerai. Si tratta quindi di una sorta di “santuario per l’entomologia”!
La giornata soleggiata e con temperatura gradevole ha consentito di effettuare l’escursione in tutta tranquillità e per un’intera giornata. Il gruppo si è diviso inizialmente in due schiere: una più interessata agli ambienti umidi (non frequenti in ambito carsico come quello del Pizzo Arera) ed uno diretto verso i prati di alta quota.
I partecipanti orientati verso gli ambienti umidi hanno raggiunto le sorgenti del torrente Parina, posto nel comune di Premolo, intorto a quota 1750 metri. Qui i partecipanti si sono messi all’opera. L’indagine ha consentito l’osservazione di diverse specie di Tricotteri, sia nelle forme adulte che larvali. Particolarmente abbondante Philopotamus ludificatus, dalle ali punteggiate e molto attivo nelle ore diurne lungo i torrenti. Altre specie presenti sono state Odontocerum albicorne e Rhyacophila tristis. Interessante anche il minutissimo Micrasema morosum, specie particolarmente legata agli ambienti sorgivi.
I partecipanti all’escursione si sono poi incamminati nella Valle d’Arera lungo il “sentiero dei fiori e delle farfalle” un percorso appositamente ideato per far comprendere le peculiarità floristiche ed entomologiche del luogo. Purtroppo, le alte temperature delle ultime settimane hanno anticipato le fioriture e questo ha impedito di osservare la Linaria tonzigi specie descritta proprio di questo luogo. È comunque stato possibile osservare numerose sassifraghe, la splendida Campanula raineri e il caratteristico Galium montis-arerae tutte presenti sulle rocce e i ghiaioni che caratterizzano questo ambiente.
Tra i lepidotteri sicuramente un occhio di riguardo meritano i micropterigidi, non tanto per la specie campionata, Micropterix calthella, che è comune, ma per la particolarità della famiglia che costituisce a linea evolutiva vivente più primitiva dei lepidotteri, uniche specie tra i lepidotteri a possedere un apparato boccale masticatore. Questi microlepidotteri si osservano infatti mentre in folti gruppi si nutrono del polline dei fiori di molte piante erbacee e arbusti. La fioritura avanzata delle rose selvatiche ha impedito di osservare la splendida Micropterix gaudiella descritta una decina di anni fa proprio del Pizzo Arera e frequente sulle rose in fiore.
La partecipazione dell’aracnologo ha consentito di osservare numerose specie di ragni; sicuramente da segnalare il Salticide Attulus longipes, endemita alpino delle praterie e dei macereti di alta quota. Non abbiamo invece potuto osservare il minuto opilionide Mitostoma orobicum, specie campionata la prima volta dal botanico Fausto Lona recatosi proprio in valle d’Arera per campionare la Linaria che avrebbe in seguito descritto. Questo opilionide venne studiato da Lodovico di Caporiacco e per diversi decenni considerato sinonimo di una specie congenere più comune in quanto lo studioso aveva campionato solo un esemplare giovane. Il ritrovamento negli anni ’80 di diversi esemplari adulti ha consentito di riabilitare questa specie che attualmente è nota solo per pochi massicci montuosi della bergamasca.
Il resto del resoconto lo lasciamo alle immagini che, meglio di tante parole, riescono a esaltare la bellezza dei luoghi visitati e l’entusiasmo dei partecipanti!
Un caro saluto a tutti e … arrivederci alle “Escursioni entomologiche della SEI – 2027”!
Marco Valle
Carlo Giusto
